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Le città – appunti di viaggio della memoria

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Prodotto nel 2006

Nasce da una elaborazione originale “Le città”, spettacolo di racconti, scene evocative e immagini visionarie. Lo spunto di riflessione viene suggerito dalla lettura de “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, dalla sua idea di città e dalle “provocazioni” sul tema dei rapporti umani che l’autore ci ha lasciato.



con Luigia Bisceglia, Valeria Consoli, Manuela Corvi, Nicoletta Cossa, Serena Cossa, Massimo Giuliani, Luciana Loccioni, Alessia Maurizi, Barbara Milani, Paqui Moschini, Cristiano Naspi, Alessandra Ortenzio, Ylenia Pace, Silvio Paderi, Daria Raffaeli, Alfonso Ramazzotti, Letizia Romagnoli, Alessandro Tagliapietra, Fausto Venanzoni

regia di Massimo Duranti, Caterina Grisanti

dietro le quinte Valter Pierangeli, Andrea Rotelli

repliche:
   17/03/2007 - ore 21.15 - Palestra Scuola Media 'B. Croce' - S. Maria Nuova - Ancona
  16/12/2006 - ore 21.15 - Teatro Studio Valeria Moriconi - Jesi (AN)
  04/11/2006 - ore 21.15 - Teatro Comunale - Chiaravalle (AN)
  09/09/2006 - ore 21.45 - Mole Vanvitelliana - Ancona (Notte Bianca)
  22/07/2006 - ore 21.15 - Villa Caprile - Pesaro
  31/05/2006 - ore 21.15 - Teatro Sperimentale - Ancona
  27/05/2006 - ore 21.15 - Teatro Alfieri - Montemarciano (AN)


note di regia:

VIAGGI DI POPOLI MIGRANTI
Provincia di Ancona - LEGGERE IL 900

www.leggereil900.it

LE CITTA’

Dopo le prime fasi di formazione e studio con i laboratori coordinati da Massimo Manna e Laura Liuni, il Gruppo Teatrale Recremisi passa alla messa in scena di uno spettacolo teatrale, incentrato sul tema del viaggio, che vede l’uomo proiettato verso la ricerca di sempre nuove conoscenze e forse anche alla ricerca di una sua vera identità.

Nasce da una elaborazione originale “Le città”, spettacolo di racconti, scene evocative e immagini visionarie.

Lo spunto di riflessione viene suggerito dalla lettura de “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, dalla sua idea di città e dalle “provocazioni” sul tema dei rapporti umani che l’autore ci ha lasciato.

Lo spettacolo si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco Polo fa a Kublai Kan, imperatore dei Tartari. A questo imperatore malinconico, che ha capito che il suo sterminato impero conta ben poco perché tanto il mondo sta andando in rovina, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili.

Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d'un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, ma non soltanto di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi, di destini.

Ed ecco che prende forma la città ideale, fatta di frammenti e di istanti, discontinua nello spazio e nel tempo, ma non per questo si può smettere di cercarla; il momento in cui cessa la ricerca è proprio quello in cui comincia il declino e lo sfacelo.

Da qui prende senso il viaggiare, inarrestabile, di Marco Polo, la continua ricerca , la costante attenzione a "....chi e cosa , in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio ".





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