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Vie di fuga

Locandina_Viefuga_2007

Prodotto nel 2007

Lo spettacolo ‘Vie di fuga’, allestito da un gruppo misto di studenti e richiedenti asilo di Ancona, è frutto del laboratorio teatrale curato dal Recremisi durante l’Anno Scolastico 2006/2007 e volto ad aiutare il gruppo a compiere un’operazione di drammaturgia collettiva. Strutturato in modo da formare un insieme di persone in grado di elaborare al proprio interno dinamiche interpersonali e di gruppo, ha portato alla realizzazione di una performance teatrale dove le tecniche apprese e le esperienze personali vengono sviluppate in funzione espressiva e comunicativa.



con Rifugiati residenti ad Ancona, Studenti del CTP per l'EDA, Studenti del L.S. "L. di Savoia", Studenti dell’I.T.I. “V. Volterra”

regia di Diego Barboni, Massimo Duranti, Caterina Grisanti

dietro le quinte Alessandra Ortenzio, Ylenia Pace

repliche:
   29/09/2007 - ore 21.00 - Teatro delle Muse - Ancona - INGRESSO LIBERO
  01/06/2007 - ore 11.00 - Teatro Sperimentale - Ancona (riservato agli studenti)
  01/06/2007 - ore 20.45 - Teatro Sperimentale - Ancona


note di regia:

PREMESSA E FINALITA':
La finalità del progetto teatrale è la produzione e realizzazione di uno spettacolo, da presentare alla cittadinanza presso il teatro Sperimentale di Ancona, allestito da un gruppo misto di studenti e richiedenti asilo, inseriti nel progetto.
Il laboratorio sarà strutturato in modo da formare un insieme di persone in grado di elaborare al proprio interno dinamiche interpersonali e di gruppo e , in un secondo momento, di usare certe tecniche in funzione espressiva e comunicativa.

OBIETTIVI:
- formazione della coscienza di gruppo
- educazione al confronto con le diverse culture
- conoscenza dei diversi modi di comunicare e di esprimersi
- educazione alla convivenza civile
- educazione all’accoglienza
- educazione alla collaborazione per un fine comune


OBIETTIVI INTERMEDI:
- educazione alla concentrazione
- presa di coscienza del proprio corpo
- potenziamento delle proprie capacità espressive
- superamento dei propri limiti di imbarazzo
- acquisizione delle tecniche teatrali di base

METODI E TECNICHE DI LAVORO
Il lavoro sarà volto ad aiutare il gruppo a compiere un’operazione di drammaturgia collettiva, cioè ad elaborare un testo interno al laboratorio, o a realizzare una rielaborazione da un testo dato, che riconosca e comunichi le esperienze e le intenzionalità del gruppo.
Il ruolo del conduttore sarà dunque di guida all’interno dei processi e meccanismi utili alla creazione di un testo/spettacolo.
Nella prima parte del laboratorio, orientata principalmente alla valorizzazione dell’espressione teatrale e delle dinamiche di gruppo, verranno utilizzati esercizi e tecniche che portino i ragazzi a prendere coscienza del proprio corpo e dello spazio in cui si opera. In seguito verrà privilegiato il momento drammaturgico e della messinscena attraverso improvvisazioni effettuate in piccoli gruppi su temi proposti. Lo spettacolo sarà il frutto del materiale emerso dalle improvvisazioni e dalle letture di testi legate alle finalità del progetto.

Nell’allestimento dello spettacolo si userà lo stile del TEATRO SINERGICO, cioè un teatro di gruppo, non di compagnia, non del regista.

E’ un gioco di squadra in cui sono indispensabili alcuni elementi:

1. libera e piena partecipazione dei componenti
2. si vive un rapporto di grande ed autentica amicizia, in cui ognuno riconosce ed accetta i propri e gli altrui limiti
3. non ci si preoccupa della diversità dei ruoli, ma della uguale dignità riconosciuta ad ognuno, della loro complementarietà e necessità.
4. Le spinte di coesione non sono intersessi o ambizioni private, ma il bene del gruppo, che si realizza nel superamento delle difficoltà che la realizzazione dell’opera finale implica.

Questo tipo di teatro è quello utilizzato nelle esperienze di teatro educativo e sociale, sperimentato soprattutto da B. Ferrari e L. Melesi.
Inoltre lo strumento teatrale, creando il magico meccanismo di compartecipazione emotiva, è il mezzo più adatto per trasmettere direttamente il proprio sentire, senza mezzi mediatici o virtuali, portando il senso del progetto, vivo, fino al pubblico.







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